lunedì 3 agosto 2015

Un messaggio di Pino Cacucci su 'Come una foglia al vento-cocaine bugs'



Ho incontrato Pino Cacucci alla Festa della Liberazione, in via del Pratello a Bologna, gli ho subito detto che avevo scritto un romanzo che  parlava del primo broker internazionale della cocaina e si svolgeva tra la Calabria e la Colombia ‘Come una foglia al vento’. Lui mi è sembrato interessato e mi ha detto che avrebbe comprato e letto il libro. Qualche giorno fa, in una calda notte calabra, mi arriva questa mail proprio di Pino Cacucci:

“Caro Claudio,
ho letto il tuo libro e mi è piaciuto molto, hai saputo ricostruire una realtà che la cronaca riporta sempre in superficie e con i soliti luoghi comuni, mentre in “Come una foglia al vento” c’è anima e corpo di un mondo a parte, e complimenti per la ricostruzione anche degli ambienti colombiani e la credibilità dei personaggi, non era facile, dato l’argomento, scrivere in forma di romanzo qualcosa di tangibile e assolutamente verace, e tutti, dal protagonista Peppe Blaganò a ogni altro che interseca la sua travagliata esistenza, è di notevole incisività.
E in particolare, ho apprezzato molto proprio quel lasciarsi portare da foglia al vento del protagonista, che si ritrova inesorabilmente avviluppato in una vita che non è la sua, o che comunque sognava diversa, grande esempio di come la realtà circostante coinvolga senza bisogno di operare scelte precise.”

Sono stracontento e gli devo un grande grazie mentre cerco di riprendermi.



martedì 30 giugno 2015

The movie selector (or how 'La Guarimba' made me hate the cinema)

Un breve corto relizzato da me e Pierpaolo Ferlaino nel 2015.
Cosa succede a un programmatore quando il direttore artistico di un festival di cinema è troppo esigente: The Movie Selector




venerdì 8 maggio 2015

Danilo Monte su 'Come una foglia al vento-cocaine bugs'

“Come una foglia al vento “ ci si sente molte, forse troppe volte, in questi strani giorni che ci è dato vivere. Quando non hai tempo per scegliere la cosa giusta, quando la cosa giusta non la vedi o ti viene negata, in questi momenti ti senti in balia degli eventi. Poi un giorno ti fermi, riesci a vedere il quadro generale e capisci di aver sbagliato o magari di aver avuto molta fortuna e allora provi a vivere, semplicemente, il presente nel migliore dei modi. Questa è la riflessione che mi porta a fare il romanzo di Claudio Metallo “Come una foglia al vento”. Ciò che mi colpisce di questo libro non è l’intreccio narrativo degno del miglior poliziesco italiano, non è la capacità, pur rimanendo nell’ambito della finzione, di dare informazioni preziose sul narcotraffico gestito dalla ndrangheta in Calabria, e non sono neanche i continui e divertenti riferimenti al mondo del calcio, molto di più, mi colpisce la capacità di farmi pensare che Peppe Blaganò, il protagonista del racconto, potrei essere io, potrebbe essere chiunque. Mentre leggo vesto i panni di questo ragazzo “tornato al sud”, che viene prima fagocitato e poi si fa strada in un sistema culturale e sociale in cancrena, e penso: ”Cosa avrei fatto io nella sua situazione?” Quando cerco una risposta a questa domanda l’orgoglio per le scelte giuste fatte finora nella vita, vacilla, e anche se proprio grazie a quelle scelte mi trovo oggi, probabilmente, dalla “parte giusta”, continuo a sentirmi “come una foglia al vento”.
Danilo Monte