lunedì 16 giugno 2014

La prima recensione su 'Presi a calci-tre storie di futbal'

"Dopo Il Sindaco, Claudio Metallo torna in libreria con tre racconti sul calcio.
Ne Il Sindaco il racconto si sofferma su un individuo che, seppur accompagnato nelle sue vicende da numerosi personaggi, ci restituisce la storia di una solitudine.


I tre racconti sul calcio, pur avendo come nucleo la vicenda di un singolo, si sviluppano attraverso una sinfonia di caratteri ironici e grotteschi ma sempre permeati da un fondo di malinconica solitudine.
Come Aguirre Sanchez Scocco, estremo difensore di una piccola squadra locale che trasforma il suo ultimo incontro sul campo in uno scontro sportivo e psicologico pieno d’azione e disperazione dopo aver scoperto il tradimento di sua moglie Arabel consumato proprio mentre lui si dedica alla passione per uno sport che non è solo un gradevole diversivo da una vita di lavoro ma un destino che porta nel nome.
Più cupi e seri i toni di Costa del Rei F.C. dove la vita dell’autotrasportatore Pino Vitelli viene sconvolta dalla sua “nomina forzata” a presidente di una squadra che sale sospettosamente in vetta alle classifiche pur essendo legata ad un misterioso criminale e ristoratore macedone, Grigor Lukanov, e guidata da improbabili allenatori con alle spalle un inverosimile ma vittorioso passato calcistico.
Più pacato e misterioso il Profeta del gol che ci lascia con un finale sospeso ed, allo stesso tempo, appagante.

Le vicende dei protagonisti, sempre ironiche e divertenti, si intrecciano con quelle delle rispettive comunità: luoghi sospesi tra il passato e il presente, in un Sud non mai bene identificato che Metallo ha la capacità di trasformare in quello che potrebbe essere un qualsiasi Sud del mondo con toponimi che combinano, nello stesso luogo, la Calabria, il Portogallo, la Spagna, l’America del Sud.
Tra campi di calcio e strade polverose, irte e assolate le vicende narrate ricordano quelle che chiunque abbia mai visitato questi luoghi, anche solo con la fantasia, potrebbe ascoltare rifugiato in un bar per ripararsi da un pomeriggio d’afa o seduto all’aperto a godersi la frescura di un tramonto estivo.
Personaggi i cui nomi sono un intreccio di origini e la loro natura la si potrebbe addirittura definire “mitica” nel senso classico del termine: “eroi” di un calcio che appare storicamente reale e lontano, investito di una sacralità antica quasi a renderli protagonisti di un’origine calcistica del mondo in cui il vero e il falso non hanno confini netti e commedia e tragedia convivono insieme alla cruda verosimiglianza di alcune vicende che lasciano trasparire il Metallo documentarista."





di Pierpaolo Ferlaino (montatore-operatore pandora's box)


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